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Adidas si scusa con il popolo zapoteco dopo le polemiche
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Adidas si scusa con il popolo zapoteco dopo le polemiche

Adidas si reca in una città indigena messicana per scusarsi del design dei suoi sandali "Oaxaca Slip-On"

Aurelia

27 agosto 2025

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« Il rispetto del savoir-faire indigeno non può più essere un'opzione nella moda: deve diventare una regola. » – Miu Miu, 2025


Adidas si reca in una città indigena messicana per scusarsi del design dei suoi sandali “Oaxaca Slip-On”. Una vicenda che riaccende il dibattito sull'appropriazione culturale e sul rispetto del savoir-faire indigeno nella moda.

Il 21 agosto 2025, Adidas ha presentato scuse pubbliche agli abitanti di Villa Hidalgo Yalalag, una comunità zapoteca situata nello stato di Oaxaca, in Messico. La polemica è nata dopo il lancio di un sandalo battezzato « Oaxaca Slip-On », giudicato troppo simile ai tradizionali huaraches, un artigianato ancestrale profondamente radicato nell'identità culturale locale.
Di fronte alle proteste, il marchio tedesco di sportswear ha inviato sul posto una delegazione ufficiale, riconoscendo il proprio errore e impegnandosi a collaborare direttamente con le comunità interessate. Questo episodio mette in luce un dibattito rovente nella moda contemporanea: quello dell'appropriazione culturale e del rispetto dei saperi autoctoni. BFM Business ci spiega tutto in un video.


Adidas di fronte alle critiche: una visita storica a Oaxaca

Adidas non aveva probabilmente anticipato la portata della reazione. L'annuncio delle « Oaxaca Slip-On » ha immediatamente suscitato critiche, in particolare sui social network dove molti utenti messicani hanno denunciato lo sfruttamento commerciale degli huaraches senza alcun riconoscimento né beneficio per i loro creatori originari.

Qualche settimana dopo, Karen González, direttrice legale di Adidas, si è recata personalmente a Yalalag per presentare le scuse ufficiali del marchio. Un gesto raro nell'industria della moda, dove gli scandali legati all'appropriazione culturale si risolvono spesso con comunicati stampa distanti.

In un comunicato, Adidas ha affermato di voler « lavorare mano nella mano con le comunità locali per comprendere meglio, preservare e valorizzare i loro saperi artigianali ». Questa visita ha segnato una tappa simbolica: per la prima volta, una multinazionale dello sport riconosce pubblicamente l'importanza della consultazione e del rispetto delle culture indigene.


Willy Chavarria: l'omaggio mancato

Dietro il design delle « Oaxaca Slip-On » c'è Willy Chavarria, designer messicano-americano noto per il suo lavoro all'intersezione tra streetwear e identità culturale. Al momento del lancio, Chavarria aveva dichiarato di voler « rendere omaggio » alle sue radici messicane. Ma di fronte alle polemiche, ha dovuto ammettere che l'assenza di dialogo con gli artigiani locali aveva trasformato la sua intenzione in una mossa infelice.

In un messaggio pubblicato sui suoi social network, ha dichiarato:

« Il mio desiderio era celebrare l'artigianato messicano, ma capisco che senza la partecipazione delle comunità, questo non può che essere percepito come un'appropriazione. »

Questo mea culpa solleva una domanda fondamentale: fino a che punto un marchio o un creatore può attingere a un patrimonio culturale senza superare la linea rossa dello sfruttamento? Il caso Adidas-Chavarria illustra quanto il confine tra omaggio e appropriazione rimanga fragile.


Verso una moda più rispettosa e inclusiva

La polemica sulle « Oaxaca Slip-On » non è solo un incidente isolato: simboleggia una svolta nel settore. I consumatori oggi si aspettano che i marchi si impegnino sia per la sostenibilità ambientale che per la giustizia culturale.

Per Adidas, questo caso può diventare un catalizzatore. Lavorando concretamente con gli artigiani zapotechi – e non limitandosi a trarre ispirazione da essi – il marchio potrebbe contribuire a preservare un patrimonio culturale unico, creando al contempo opportunità economiche per le comunità locali.

L'episodio pone anche un interrogativo più ampio: la moda del futuro sarà capace di unire creatività e rispetto? Se le grandi maison e i giganti dello sportswear vogliono mantenere la propria credibilità presso le nuove generazioni, la risposta non può che essere affermativa.

Il caso dei sandali Adidas a Oaxaca dimostra che la moda non è mai neutra: porta con sé storie, memorie e identità. Trarre ispirazione senza rispetto può trasformare una creazione in uno scandalo. Ma riconoscere i propri errori, dialogare e cooperare può invece aprire la strada verso un'industria più etica e inclusiva.

Scusandosi pubblicamente con il popolo zapoteco, Adidas ha compiuto un passo raro ma necessario. Resta da vedere se questa promessa di collaborazione segnerà realmente l'inizio di un cambiamento duraturo nel modo in cui i marchi affrontano il patrimonio culturale globale.

Sull’autore

Aurelia

Aurelia ha fondato Orzyla, una rivista dedicata ai gioielli e agli accessori.

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